TESTO DI

Pamela Polvani

A passeggio fra Tago, Fado e Azulejos



Lisbona: una metropoli che negli ultimi due decenni si è sviluppata dando spazio ad architetture che delineano lo skyline avveniristico dei sobborghi. Una città accogliente, piacevole, che vive la sua tradizione.

Una città allegra e colorata, decorata con azulejos (rivestimenti ceramici) che offrono raffinati quadri di insieme o semplici decori geometrici.

Gli edifici ricoperti di azulejos sono presenti in tutti i quartieri della città.

Tutte le strade pedonali e i marciapiedi sono caratterizzati da pavimentazione a mosaico, così realizzati nei primi anni del ‘900.

Quattro linee metropolitane e alcune linee di eletricos (tram) costituiscono un sistema di trasporto funzionale tanto per i lisbonesi quanto per i turisti che si accalcano in particolare sulla modernissima linea 15 (dotata persino di free wifi) per raggiungere il sobborgo di Belem, dominato da una torre moresca divenuta simbolo di Lisbona, dal monumento alle Grandi Scoperte, o Padrão dos Descobrimentos e dal Monastero dos Jerónimos con i suoi giochi di guglie ed archi gotici. In tale monastero sono conservate le tombe delle glorie nazionali: Vasco da Gama e il poeta navigatore Luís de Camões.

Lungo il tragitto che porta a Belem si passa sotto al Ponte 25 de Abril, una struttura mastodontica che unisce le due sponde del Tago (2.2 km) e la cui altezza vertiginosa (oltre 70 metri) consente il passaggio anche di navi da crociera.

L’altra imperdibile linea tramviaria è lo storico n°28 che si inerpica sulle stradine della Lisbona più tradizionale ed antica, quella di Alfama. Scendendo alla Praça do Gracia, si può raggiungere con una piacevole camminata il Castello di São Jorge, per poi tornare verso valle, imbattendosi in un quasi dimenticato anfiteatro romano, passando davanti alla Cattedrale di Sé (vi venne battezzato S. Antonio, nato lì nei pressi dove oggi sorge un’altra chiesa a lui dedicata) e ove si aprono scorci e visuali pittoriche verso il fiume.

Proseguendo verso il centro storico della città si fa tappa alla Praça do Comercio, aperta per un lato sul Tago, e sugli altri tre delimitata da portici sotto i quali si svolgono mercatini artigianali e attività di lustrascarpe, i cui banchi e sedie nascondono in parte la vista di prestigiosi caffè e ristoranti.

Il grande arco, sotto cui si diparte la principale strada del centro storico, domina la piazza e dalla cui terrazza superiore è possibile una vista panoramica di tutta la città. E’ questo il quartiere di Baixa, caratterizzato da negozi storici, dalle loro vetrine liberty, dalle numerosissime pastelerie e dai tavolini all’aperto dove a volte è davvero un’impresa trovare un posto libero.

Così pure prendendo l’elevador de Santa Justa (altro monumento dei primi del Novecento perfettamente conservato e funzionante) si raggiunge agevolmente il quartiere di Chiado le cui tappe fondamentali sono il “Cafè A Brasilera” il locale ove lo scrittore Pessoa trascorreva lunghe giornate e alla cui gloria letteraria è stata dedicata una composizione artistica che lo ritrae lì seduto. E’ irrinunciabile farsi scattare una foto accanto alla sua statua.  Infine il ristorante Tavares, il più antico di Lisbona, frequentato da clientela esclusiva.

Il tour si conclude oltre il Chiado, nel Barrio Alto, il quartiere “bohemien” abitato da anziani lisbonesi e studenti.

La sera i suoi vicoli si animano di giovani che affollano i numerosissimi pub, ma anche di meno giovani che invece prendono posto negli altrettanto affollati locali tradizionali ove le note del fado diffondono tutto intorno una melodia nostalgica che arriva diretta all’anima.

 

 

 


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