TESTO DI

Emilio Bonavita

Incontriamoci sul "green"



Il Golf, uno sport, una passione

La tradizione fa nascere il gioco del golf in Scozia, anche se c’è chi ravvisa qualche somiglianza tra il golf e la “Paganica”, gioco in voga all’epoca dell’impero romano, portato magari in Gran Bretagna dalle legioni.  E neppure si può per certo affermare che gli Scozzesi siano stati i primi a divertirsi colpendo la palla con un bastone, per cui potrebbe anche darsi che in qualche misura il golf abbia subito l’influenza di sport praticati nel continente europeo. Se infatti prendiamo in esame il “kolven”, praticato nei Paesi Bassi, scopriamo delle singolari somiglianze con il nostro sport. Comunque, solo nel 1744 le prime regole del golf vengono scritte ad Edimburgo, dove viene fondata la Company of Gentlemen Golfers, che decide di mettere per iscritto le regole seguite dai propri membri in modo che ad esse si attengano anche i giocatori provenienti dall’esterno. Basate in buona parte sulle regole emesse dai golfisti di Edimburgo, nel maggio del 1754 nascono le famose “tredici regole del golf” che anche oggi costituiscono la base dei moderni regolamenti osservati in tutte le gare sia professionistiche che amatoriali. L’evoluzione del golf può essere spiegata principalmente sulla base dello sviluppo dell’attrezzatura impiegata per giocare. Una delle innovazioni principali che hanno fondato il golf moderno è stata la scelta del materiale plastico e la standardizzazione delle caratteristiche della pallina che ha assunto la forma definitiva nel 1930, quando se ne decisero il peso e le dimensioni. Un altro fattore rilevante nello sviluppo del golf è stata l’evoluzione della tecnologia sviluppata per i materiali della “mazza” che è passata dal legno al ferro fino ai più moderni strumenti formati da un bastone in grafite e da una testa in titanio. Il gioco, come detto in precedenza, nasce in Scozia, in aree verdi pubbliche, per cui era necessario che qualcuno fosse incaricato di tenere distanti le persone che si trovavano nella zona, di segnalare ai giocatori la posizione delle buche e soprattutto di portare le mazze. Nasce così il “Caddie”, una figura caratteristica che per la sua importanza ha una precisa collocazione nella strategia e nelle regole del gioco. In Italia il golf si pratica in tutte le regioni, l’offerta golfistica comprende 416 luoghi dove poter giocare: ai 238 campi vanno sommati 137 campi pratica e 41 campi promozionali.  I dati dell’ultimo decennio mostrano che i campi da golf hanno avuto un incremento del 24% a fronte di un aumento nel numero dei tesserati alla Federazione Italiana Golf del 26%. La continua crescita del numero delle strutture golfiste ha portato una buona copertura del territorio nazionale, ed è confermato dai dati del rapporto tra la quantità di giocatori e numero dei campi (Dati forniti dal sito della Federazione Nazionale Golf Italiana). In Italia, la media tra giocatori e campi è di 332, nel Galles è di 336, seguito dall’Inghilterra 384, dalla Germania 881, dalla Spagna 840 e dalla Svizzera 909. Anche in Emila Romagna la palla vola sempre più sul green con 44 Circoli frequentati da 9.400 tesserati.

Oltre agli appassionati che praticano lo sport presso la zona di residenza oggi si riscontra un fenomeno molto importante, “il turismo del golf” con una scelta di 6919 campi in tutta Europa. Il settore del turismo golfistico, lo scorso anno, ha mosso più di 27 milioni di appassionati in tutto il mondo che scelgono i luoghi di vacanza in base alla presenza di strutture golfistiche. In Italia, questo settore va evolvendo con dati sempre più interessanti; in questi ultimo anni la quota di giocatori legata al “turismo del golf” ha superato la cifra di poco più di 1milione, generando 3,2 milioni di pernottamenti, con un fatturato complessivo di 295 milioni di euro. Dati interessanti, ma c’è ancora molto da fare, basta pensare che in Spagna la sola “Costa del Sol” conta oltre 8 milioni di green fee.  Il Golf rimane quindi una grande risorsa non solo per i praticanti locali, ma soprattutto per le aree a forte vocazione turistica come la riviera romagnola. Infatti lo stretto rapporto tra golf e turismo è stato oggetto di una particolare attenzione, negli anni scorsi, da parte della APT servizi dell’Emilia Romagna impegnata a posizionare il “progetto Golf E/R” sui principali mercati europei di riferimento. Per valorizzare ed incrementare questa voglia di Golf, oggi la Federazione Italiana Golf sta lavorando per ospitare grandi eventi, come sostiene il Presidente Franco Chimenti. “Le future tappe della marcia di crescita del golf tricolore sono in parte già note, ma vale la pena di ricordarle: la Ryder Cup a Roma nel 2022, un Open d’Italia con un montepremi di tre milioni quest’anno e 11 edizioni con 7 milioni di euro ciascuna a partire dal 2017″. Il percorso è lungo, ma il disegno è unico ed è stato messo nero su bianco nel dossier italiano per sbaragliare la concorrenza delle altre sedi in lizza per la Ryder. La bella scia di competizioni milionarie, fra le più ricche del tour, ha fatto sicuramente la differenza.” Il fine è quello di postare sui nostri campi grandi campioni per avere più visibilità sui media e per aumentare l’interesse di tutti su questo magnifico sport.    

 

 

 

 


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