TESTO DI

Patrizia Masoni

Editoriale



Da lunedì 15 aprile 2019 la città di Parigi non è più la stessa: un improvviso incendio ha devastato la Cattedrale di Notre Dame, una delle chiese più famose del mondo e luogo simbolo della città e della cristianità. Notre Dame è infatti il secondo monumento più visitato della capitale francese, dopo la Tour Eiffel e prima del Louvre, ed è la seconda chiesa più visitata d'Europa dopo la Basilica di San Pietro a Roma. La cattedrale, che sorge nel cuore della capitale francese, è una delle costruzioni gotiche più conosciute al mondo. Fu costruita dall'anno 1163 al 1344 con una pianta a croce latina e due torri campanarie, dalle quali fino a poco tempo fa si poteva salire per godere una vista panoramica della città.

Sono circa alle 19 del 15 aprile quando fumo e fiamme iniziano a salire verso il cielo dall'Ile de la Cité e poco dopo in tutto il mondo rimbalza la notizia che la cattedrale di Notre Dame sta bruciando. Parigi si ferma raggelata dal disastro che si sta compiendo sotto gli occhi di migliaia di cittadini e turisti ed anche in Italia le edizioni speciali dei telegiornali ci permettono di seguire in diretta la vicenda che ci riempie di sconforto.

Il cuore di tanti, già affranto, subisce un altro duro colpo verso le 19:50, quando la guglia della cattedrale, già ricostruita nell’800, crolla lateralmente, dopo essere stata preda delle fiamme per più di un'ora. Pochi minuti dopo, alle 20:11, crolla anche il tetto. Le fiamme poi si sono spostate verso l’interno e hanno intaccato una delle torri rettangolari. Solo dopo ore di ansia, intorno alle 4 del mattino, i vigili del fuoco hanno annunciato che l’incendio era sotto controllo. La struttura è complessivamente salva anche se pesantemente danneggiata. Gli arredi sacri e le opere d’arte conservate all'interno della cattedrale sono state per la maggior parte recuperate e le strutture in pietra sono state risparmiate. Esclusi il movente criminale, l'atto vandalico o addirittura quello terroristico, stando ai vigili del fuoco le cause dell'incendio sarebbero legate ai lavori in corso nella cattedrale e sarebbero quindi accidentali: le fiamme sarebbero partite da un’impalcatura usata per i lavori di restauro iniziati un anno fa e che dovevano proseguire fino al 2022.

E’ stato un giorno triste non solo per la Francia ma per il mondo intero, perché è stato sfigurato un simbolo della storia e della tradizione, così nazionale ma anche così internazionale. Credenti e non credenti,  qualunque siano nazionalità e parte politica, quella chiesa che brucia ha messo tutti d’accordo, perché si tratta davvero un pezzo di storia di noi tutti. Turisti, artisti, innamorati, cattolici… tutti ci siamo fotografati, raccontati, o anche solo immaginati davanti a quella facciata almeno una volta nella vita. E questo può spiegare la gara di solidarietà che si è aperta subito dopo l’incendio, con donazioni finalizzate al restauro provenienti da ogni parte del mondo e ci aiuta anche a capire come mai il libro “Notre Dame de Paris“ di Victor Hugo sia schizzato ai vertici delle classifiche di vendita in molti paesi, come se leggere il libro potesse rappresentare un omaggio alla “nostra” cattedrale.

 

 


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EDITORIALE

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