TESTO DI

Pamela Polvani

FOTO DI

Uff. Stampa Fondazione Prada

L'arte fra le due guerre in mostra a Milano



Nella spettacolare location di Fondazione Prada a Milano (sito recuperato da una distilleria risalente ai primi anni del ‘900 ed arricchita di altri nuovi spazi funzionali per eventi e mostre che di per sé stessa meriterebbe una visita), è in corso la mostra “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943″.

 

Un percorso lungo oltre 25 anni, che esplora il sistema dell’arte e della cultura in Italia tra le due guerre mondiali, partendo dalla ricerca e dallo studio di documenti e fotografie storiche che rivelano il contesto spaziale, sociale e politico in cui le opere d’arte sono state create, messe in scena, vissute ed interpretate dal pubblico dell’epoca.

 

L’allestimento della mostra prende le mosse da un’indagine su testimonianze dell’epoca, svolta in collaborazione con archivi, fondazioni, musei, biblioteche e raccolte private.

Il risultato è una selezione di oltre 600 lavori, tra dipinti, sculture, disegni, fotografie, manifesti, arredi, progetti e modelli architettonici, realizzati da più di 100 autori.

 

In “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943” questi oggetti sono introdotti da immagini storiche, pubblicazioni originali, lettere, riviste, rassegne stampa e foto personali per un totale di 800 documenti, così da evidenziare l’idealismo espositivo.

Si percorre un periodo storico nel quale le opere d’arte, allora create per esposizione nei musei e nelle istituzioni, sono presentate come in una messa in scena e riproposte in relazione ad una testimonianza fotografica d’epoca e nel loro spazio di comunicazione.

 

L’intero percorso di visita, che si snoda tra i diversi e amplissimi spazi espositivi del sito (galleria Sud, Deposito, galleria Nord e Podium) e che richiede per essere visitato almeno 4 ore, è una vera e propria immersione nel costume, nell’ideale, nella società dell’epoca e vivibile attraverso le ricostruzioni parziali di spazi pubblici e privati.

 

Ingrandimenti in scala reale delle immagini storiche fanno da palco, nel quale vengono ri-collocate le opere originali dei maggiori artisti italiani del 900.

Fra tutti ricordiamo Giacomo Balla, Carlo Carrà, Felice Casorati, Giorgio de Chirico, Fortunato Depero, Filippo de Pisis, Arturo Martini, Fausto Melotti, Giorgio Morandi, Scipione, Gino Severini, Mario Sironi, Arturo Tosi e Adolfo Wildt. E molti altri.

Si precorrono sale e gallerie fra quadri, fotografie, sculture, mosaici, ceramiche, arredi, libri ….

Opere note e mono note provenienti da collezioni private e da prestiti di musei italiani e stranieri.

Una sezione altamente suggestiva è quella dedicata all’aero pittura che esaltava la conquista dei cieli da parte dell’uomo con le sue macchine volanti.

 

Ancora progetti architettonici, piani urbanistici e allestimenti di grandi eventi testimoniano anche attraverso spettacolari proiezioni la cultura del periodo che voleva vedere ricostruire lo splendore dell’Italia attraverso le grandi opere tra le quali la costruzione dell’Eur di Roma.

 

Il fil – rouge della storia politica del ventennio fascista, dei  suoi sostenitori e dei suoi detrattori,  è leggibile nel percorso della mostra laddove si possono mettere in relazione le grandi manifestazioni artistiche: dalla biennale di  Venezia, alla triennale di Milano, alla quadriennale di  Roma e i premi, istituiti quasi in contrapposizione alle manifestazioni ufficiali tendenzialmente  promosse nell’intento di esaltare le spinte espressive e politiche del regime (nelle intenzioni  infatti dei  temi  di tali esposizioni si aveva sempre un richiamo a esporre la grandezza dell’Impero).

 

La visita si conclude all’interno del Cinema della Fondazione, ove vengono proiettati in loop 29 cinegiornali integrali, selezionati in collaborazione con l’Istituto Luce – Cinecittà, distribuiti nelle sale italiane tra il 1929 e il 1941.

 

 


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