TESTO E FOTO DI

Matteo Franzoni

Gente di piazza piccola



Un concerto, un evento che sotto il periodo natalizio cade come il cacio sui maccheroni, un progetto benefico “gente di piazza piccola” voluto a chilometri zero. Si perché per far del bene a volte non importa andare lontani da casa ma basta uscire fuori, andare in piazza e incontrare gente che come noi frequenta gli stessi luoghi, ma purtroppo con i tempi di crisi non ce la fa ad avere una qualità di vita decorosa.

Così alcuni artisti emergenti e non di questa “piazza”, guidati dall’esperienza di Marco Dieci, musicista storico di Pierangelo Bertoli che ora prosegue la sua carriera collaborando con altri artisti e dal coordinamento della R&S&C del signor Fabrizio Raponi il 12 dicembre hanno creato qualche cosa di grande e di unico, uno spettacolo canoro e un cd in vendita i cui proventi andranno appunto alle famiglie più disagiate di Sassuolo.

Durante le interviste gli artisti hanno tenuto a sottolineare con orgoglio il fatto di essere tutti della stessa piazza sassolese e il pubblico ha potuto respirare e godere di un clima d’amicizia dovuto al fatto che molti si conoscevano già da tempo anche al di fuori dell’ambito canoro.

Non è nato casualmente questo evento ma è stato un evolversi del concerto “tributo Pierangelo Bertoli”, dove molti di loro si erano già esibiti, e anche in questa occasione era presente Alberto Bertoli, un ragazzo che nel privato appare quasi timido, ma sul palco ha energia da vendere e infatti proprio lui ha fatto da collante tra tutti gli artisti presenti, cantando sia canzoni storiche del padre Pierangelo, sia sue nuove produzioni musicali. Il teatro Carani era pieno, questo dovuto anche al fatto che Sassuolo è abituato alle manifestazioni canore dato i tanti big ai quali ha dato i natali tra cui Caterina Caselli, Pierangelo Bertoli, Nek…e proprio Nek è stato presente dietro alle quinte per dare incoraggiamento e segno di amicizia ai giovani che hanno cantato anche brani del suo famoso repertorio e durante l’intervista anche lui ha ribadito l’importanza di fare bene musica per far del bene alle famiglie del nostro comprensorio.

La motivazione del suo essere “soltanto” dietro le quinte è dovuta ad un piccolo fastidio alla gola in via di guarigione che sta tenendo il famoso artista sassolese a riposo.

Sassuolo, una cittadina di poche migliaia di abitanti ma tanto fermento musicale, dimostrato dai tanti talenti presenti, hanno infatti partecipato Marco Baroni, Daniele Anzanello, Alessandro Balestri, Giulia Bellei, Alberto Bertoli, Borghi Bros, Valentina Cavazzuti, Chiara Casini e musicisti come Marco Bolgiani, Alessio Borghi, Marco Dieci, Alessandro Maria Ferrari, Gio Stefani, Guido Pelati, Daniele Anzanello.

Una particolarità che ha reso speciale lo spettacolo è stata la disponibilità che i cantanti hanno dato mettendo a disposizione del pubblico, oltre le loro voci, anche le loro capacità musicali perché, come avete potuto leggere nelle righe sopra, molti artisti oltre alle doti canore sono anche validi musicisti e lo hanno ampiamente dimostrato nel corso della serata alternandosi tra strumenti e microfono. Persino il direttore del suono, nonché tecnico del mixer, Maurizio Mancini si è prestato esibendosi per un pezzo al sax, suo grande amore fin dai tempi degli studi.

Il presentatore della serata, l’apprezzato show man modenese Andrea Barbi, ormai avvezzo alla conduzione di serate musicali itineranti nel territorio e divenuto famoso per la raccolta di detti dialettali modenesi trasmessi su TRC, a proposito dell’alternanza e disponibilità degli artisti tra voce e strumenti, ha più volte sottolineato che proprio questo era un ingrediente magico che ha reso la serata genuina e spontanea, dando quell’idea tanto amata di “casereccio” senza perdere però di qualità e professionalità. Sassuolo eccellenza non solo per le piastrelle, ma anche per il suo lato artistico e canoro, ha voluto creare un cordone ombelicale tra pezzi dialettali noti e nuove sonorità fatte dai giovani per dare speranza e futuro a una terra piena di grandi artisti che possono dare molto in tutta la penisola italiana.

In ognuno di loro c’era la voglia dopo mesi di fatiche e prove di creare qualcosa di nuovo all’interno del panorama musicale italiano con brani editi da autori sassolesi doc.

Tanti ragazzi con stili diversi ma accomunati dalla voglia di fare e in questo caso di fare bene per le persone meno fortunate di loro. Ora il progetto futuro è portare questo spettacolo in giro per lo stivale creando un tour per poter far sentire in tutta Italia la grande capacità dei giovani cantanti sassolesi.

Mi ha particolarmente colpito quando sul finale tutti assieme hanno cantato un pezzo fuori scaletta, se volete un po’ imperfetto, come si dice in gergo “sporcato”, ma proprio per questo unico e grande che ha accompagnato gli spettatori del teatro fino all’uscita. é stato davvero bello ed emozionante anche per gli addetti ai lavori il fatto che non abbiano salutato e chiuso il sipario rispettando la scaletta iniziale, ma che abbiano improvvisato dimostrando una grande energia e voglia di fare continuando a cantare mettendosi in gioco e divertendosi facendo ciò che più amano. “Non lo so cosa sia ma qualche cosa ci richiama  che è incastrato nell’anima…un istinto che puoi scriverlo solo in musica che prepotente risuona dentro di noi…” così dice una strofa della canzone gente di piazza piccola ed esprime il vero sentimento di questi ragazzi che non possiamo e non dobbiamo reprimere. 

 

 


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