TESTO E FOTO DI

Anna Mossini

Lezioni green per la tutela dei Beni culturali italiani



Partirà a ottobre il primo corso sulle tecnologie ecocompatibili organizzato da Chimica Verde Bionet a tutela degli operatori e dell’ambiente

La manutenzione dei Beni culturali si fa green.

Dal 15 ottobre prossimo partirà infatti un innovativo corso organizzato da Chimica Verde Bionet in collaborazione con Kioto Club dal titolo “Tecnologie ecocompatibili per i beni culturali – la chimica verde e la bioeconomia circolare nei beni culturali”.

Le iscrizioni sono già aperte e per conoscere costi e modalità è sufficiente contattare la segreteria organizzativa collegandosi al sito www.chimicaverde.it, inviare una mail a info@chimicverde.it o telefonare allo 0575/401898.

Le lezioni, 16 per un totale di 24 ore, saranno tenute da docenti delle più prestigiose Università e/o in attività presso Enti di ricerca nazionali, si terranno via webinar tramite la piattaforma GoToWebinar, avranno una durata di un’ora e mezza ciascuna (dalle ore 17 alle 18.30) e si protrarranno fino al 3 dicembre prossimo. Il corso è indirizzato agli operatori che svolgono la loro attività nel settore dei Beni culturali e intende porre alla loro attenzione prodotti e tecnologie scarsamente note e/o poco applicate, che possono però apportare importanti benefici al Bene da restaurar,e come la selettività e la bassa aggressività per l’opera, l’assenza di pericolosità per la salute dell’operatore, la compatibilità ambientale, i bassi costi di applicazione, l’abbattimento dei costi legati allo smaltimento dei rifiuti.

Il livello di conoscenza raggiunta dalle biotecnologie e dalla chimica verde, insieme al capitale umano a disposizione, apre nuove applicazioni in diversi settori. Uno di questi è senza dubbio quello dei Beni culturali, centrale nell’economia europea e italiana in particolare. Esperienze nate e sviluppate nella sfera ambientale ed energetica hanno determinato innovazioni di processo e di prodotto perfettamente adattabili al mondo del restauro e della conservazione delle opere d’arte. Molti esperti del settore hanno compreso i vantaggi che possono derivare da questi ambiti innovativi sul piano della sicurezza del lavoro, della sostenibilità ambientale ed economica. Tuttavia, un maggior ricorso a tecniche e materiali più sostenibili necessita di campagne di informazione e sensibilizzazione. Ed è in questa cornice che nasce il corso, volutamente low-cost perché primo in assoluto in Italia e a livello universitario, sul restauro sostenibile ed ecologicamente compatibile.

 

Novità assoluta

 

Luigi Campanella, docente di Chimica dell’ambiente e dei beni culturali all’Università La Sapienza di Roma, è il promotore di questa interessante iniziativa nonché uno dei professori che terranno le lezioni. “Possiamo parlare di restauro sostenibile e affermare che si sta aprendo un mondo – spiega - Da sempre il settore del restauro dei Beni culturali è stato affidato a persone altamente qualificate, parzzialmente prive però di una formazione scientifica che permetta loro di adottare tutte le misure e gli strumenti che ne tutelino la salute, visto che solo da alcuni anni si è iniziato a parlare delle malattie professionali dei restauratori. La chimica verde è un’opzione di grande importanza non solo per l’ambiente e la salute ma anche per l’economia, perché rappresenta lo strumento per svincolarsi dalla stretta del Medio e dell’Estremo Oriente basata su bassi costi di energia e manodopera. Questo però non la esclude dalla ricerca di nuovi settori applicativi per ottenere i positivi risultati attesi. Il settore dei Beni culturali è sicuramente uno di questi, perché è connaturato alla cultura europea e al patrimonio artistico, che nel nostro Paese trova una delle sue massime espressioni.  Ambiente e Beni culturali sono legati da un nodo quasi inscindibile – prosegue Campanella – gli uni esaltano gli altri e viceversa: proteggere l’ambiente e trascurare la protezione dei Beni culturali o al contrario proteggere questi ultimi e non garantire qualità all’ambiente significa sprecare risorse e capitale umano”.

 

Prodotti innovativi

 

“A causa dei metodi e dei materiali impiegati – interviene Andrea Macchia, altro docente del corso - i restauratori costituiscono figure professionali notevolmente esposte sia a malattie professionali che a problemi di sicurezza in ambiente di lavoro. Il massiccio utilizzo di solventi chimici durante la pulitura, ad esempio, contenuti peraltro nei prodotti usati per il consolidamento, il fissaggio e la protezione finale, comporta rischi per l’operatore e l’ambiente dal momento che il loro smaltimento ha spesso conseguenze molto negative. Questo sarà uno dei numerosi aspetti che verranno affrontati durante il corso con lezioni ad hoc per chiarire come scegliere un solvente ecosostenibile, presentando alcune innovazioni ottenute dalla chimica verde oggi già disponibili sul mercato”.

“Contiamo di raccogliere un buon numero di adesioni perché proponiamo un programma di massima eccellenza a costi assolutamente avvicinabili, con un elenco di docenti molto importanti – afferma Sofia Mannelli, presidente di Chimica Verde Bionet -  Oggi le malattie professionali sono sempre più numerose e il contributo che la chimica verde può dare a tutela della salute degli operatori e dell’ambiente ha grandi potenzialità da offrire. Le aziende italiane impegnate in questo percorso innovativo sono leader a livello mondiale, un fiore all’occhiello per il nostro Paese che può riservare interessanti opportunità soprattutto in un momento storico come quello che stiamo vivendo. L’auspicio è che questo corso possa sensibilizzare anche l’interesse dei tanti musei sparsi sul territorio nazionale e, ancora di più, della Sovrintendenza ai beni culturali”.

Il corso è destinato a un numero massimo di 90 allievi e si terrà al raggiungimento del numero minimo di 10 iscrizioni.

 

Nelle foto

  1. Indagine diagnostica condotta con la tecnica della microscopia digitale
  2. Prove di rimozione di composti di ferro con l’ausilio di enzimi
  3. Coltura algale per il restauro di materiali cartacei

 

 

 

 

 


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