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By Martin Bobka (= Martin120)

Metti un acero riccio anti smog...



Un albero può azzerare quasi 4000 chili di anidride carbonica in 20 anni di vita

E’ possibile creare nelle città oasi per combattere lo smog con le superpiante mangia polveri in grado di catturare quasi 4000 chili di anidride carbonica (CO2) nell’arco di vent’anni di vita, bloccando anche le pericolose polveri sottili PM10 e abbassando la temperatura dell’ambiente circostante durante le estati più calde e afose. E’ quanto emerge da uno studio di Coldiretti divulgato in occasione dell’emergenza inquinamento nelle principali città italiane dove sono scattate le misure di limitazione del traffico.

Al primo posto nella speciale classifica delle piante mangia smog – spiega la Coldiretti - c’è l’Acero Riccio che raggiunge un'altezza di 20 metri, con un tronco slanciato e diritto e foglie di grandi dimensioni, fra i 10 e i 15 cm con al termine una punta spesso ricurva da cui deriva l’appellativo di “riccio”: ogni esemplare è in grado di assorbire fino a 3800 chili di CO2 in vent’anni ed ha un’ottima capacità complessiva di mitigazione dell’inquinamento e di abbattimento delle isole di calore negli ambienti urbani. A pari merito, con 3100 chili di CO2 aspirate dall’aria, ci sono poi la Betulla verrucosa, in grado di crescere sui terreni più difficili e considerata albero sacro presso i Celti e le tribù germaniche, e il Cerro che può arrivare fino a 35 metri di altezza. Il Ginkgo Biloba che è un albero antichissimo le cui origini risalgono a 250 milioni di anni fa, oltre ad assorbire 2800 chili di CO2 vanta anche – sottolinea la Coldiretti - un’alta capacità di barriera contro gas, polveri e afa e ha una forte adattabilità a tutti i terreni compresi quelli urbani. Fra gli alberi anti smog troviamo il Tiglio, il Bagolaro che è fra i più longevi con radici profonde e salde come quelle dell’Olmo campestre. Il Frassino comune – spiega la Coldiretti - è un altro gigante verde che può arrivare a 40 metri mentre l’Ontano nero è il piccolino del gruppo con un’altezza media di 10 metri, ma nonostante le dimensioni ridotte riesce a bloccare fino a 2600 chili di CO2 e a garantire un forte assorbimento di inquinanti gassosi. Un’opportunità per intervenire in modo strutturale nella lotta allo smog con la diffusione di parchi e giardini in città.
In Italia ogni abitante dispone in media di 32,8 metri quadrati di verde, e la situazione peggiora per le metropoli con valori che vanno dai 6,3 di Genova ai 16,5 a Roma, dai 18,1 di Milano ai 22,6 di Torino. Secondo una analisi Coldiretti su dati Istat, prima in classifica è Bologna con 22 metri quadri.

Ad incrementare il verde possono intervenire anche i privati, dopo la conferma per il 2020 del Bonus verde, che prevede attualmente una detrazione ai fini Irpef nella misura del 36% delle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private e condominiali.  

 

 


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