TESTO E FOTO DI

Mariagiuseppina Bo

Elena Secchi. 108 ma non li dimostra!



E' maestra di ricamo e di floricoltura e ha compiuto 108 anni il 9 aprile scorso, Elena Secchi, la signorina più longeva di Reggio Emilia e fra le più anziane d’Italia. Sì, signorina nel senso più elegante del termine, perché Elena Secchi, che abita a Reggio Emilia, nel cuore del centro storico, figlia del noto maestro scultore Riccardo Secchi, è una anziana donna raffinata, colta, gentile, distinta, con  un portamento nobile e composto, impeccabile, proprio come le ragazze di buona famiglia di una volta. E' cultrice raffinata di arte e artista lei stessa  di ricamo, giardinaggio e floricoltura. E' un tratto di storia vivente. Anche se non ama parlare della Storia con la esse maiuscola, ma di quella nascosta, intima, di quella commovente foscoliana eredità d’affetti, cui nessuno è indifferente. “Sono nata in una casa dove ora sorge il Cenacolo Francescano, poi ci siamo trasferiti nel 1924 qui in via Roma-ricorda con piacere Elena Secchi- possedevamo un grande appezzamento di terreno con un bel frutteto e ogni tipo di frutta, che gustavamo con  piacere e regalavamo a chi non ne aveva”.

 

Lei è seduta sulla poltroncina del salotto, in un angolo vicino alla finestra e ricama un fazzoletto di tela di Fiandra con il filo di cotone sottilissimo, ha da poco deposto il quotidiano che legge senza occhiali, sembra uscita da una tela di Wermeer. Pacata serenità, dolcezza permeano di calore e di affetto la stanza animata da emozioni gioiose, dove tutto parla di una donna che ama l’arte e la vita semplice, il pavimento è in caldo parquet, i mobili di fine Art Decò e alla pareti ci sono i dipinti degli amici del padre e vi campeggia un bellissimo ritratto a matita del pittore Romeo Costetti. Lì Elena Secchi appare bellissima, sguardo profondo e penetrante,  tratti perfetti, statuari proprio come da giovane appariva: occhi grandi, azzurro mare, dove forse tanti giovani hanno lasciato invano naufragare i loro cuori, capelli ondulati color d’oro e fluenti. Elena Secchi alla domanda: Come mai non si è sposata, così bella e colta? Glissa, parla del padre che ha amato tanto e racconta:” Riccardo Secchi era un uomo che ha iniziato in modo semplice la sua attività, operando da un marmista. Poi è divenuto famoso, uno scultore d’eccezione, riconosciuto come maestro. E’ stato professore di Plastica, vincendo un concorso che si svolse a Roma,  ha insegnato per diversi anni  nell’allora istituto d’arte  Chierici, ora liceo artistico e ne è stato anche direttore nella sua non lunga vita. Papà è nato nel 1871 ed è morto a 67 anni nel ’38. In casa sono rimasta io, la primogenita e ora l’unica figlia vivente di 9 fratelli e la mamma Bianca Rubertelli “.

 

E, la sua vita, il lavoro?


Elena Secchi è lucidissima, continua:” Mi sono diplomata maestra elementare. Ho insegnato nelle scuole elementari di Massenzatico e Roncocesi. Sono stata la maestra del padre del blusman Zucchero e penso che si ricordi di me. Dopo mi sono trasferita nel Provveditorato agli studi, dove mi occupavo di pensioni. Amavo stare con i ragazzi e fra la gente, sono andata in pensione a 65 anni”.

 

Ma del padre cosa ricorda?Come ha conosciuto la sua mamma?


Eh! Galetto fu un ombrello. Il babbo arriva da Milano, piove è  il carnevale del 1899, a casa del notaio Rubertelli tutto è pronto per la festa, il fratello del papà, Giuseppe invita mio padre alla festa, dove conosce  la mamma Bianca, bellissima e sfolgorante, aveva 18 anni, suona il piano. Dopo la festa Riccardo va a casa però, il giorno dopo ritorna da lei per riprendere l’ombrello dimenticato e da lì è nato l’amore. Voglio anche ricordare l’affabilità del babbo e la sua generosità, ha ospitato e aiutato  la famiglia degli artisti Costetti”.

 

Le sue passioni?


“Il ricamo e i fiori. Amo moltissimo ricamare, ho fatto ricami d’arte, ho ricamato per quasi tutti i miei nipoti. L’altra mia passione sono i fiori e il mio giardino. Ciò che amo per eccellenza sono le ortensie blu: le ottengo usando le limature di ferro, che spargo nel terreno. Sono il mio vanto. Scelgo con cura la posizione dove piantarle e farle crescere. Nel mio ingresso troneggiano rigogliose Clivie in boccio. Ogni mattina mi alzavo alle 5 in punto per innaffiare fiori e piante amici del mio cuore, compagni dei miei dialoghi segreti. Ora mi aiutano i fidi Anna e Nicola, che stanno con me”.Elena Secchi è stata festeggiata dagli studenti dal liceo artistico Gaetano Chierici e dall'associazione Amici del Chierici.

 

 


AREA

Archivio »

L'ANGOLO DELLA POESIA

Archivio »

RICETTA

Archivio »

ALTRI ARTICOLI

N°8

ottobre 2022

EDITORIALE

Emilio Bonavita

Cari Lettori cari amici il nuovo numero di Omnis magazine è davvero speciale ad iniziare dall’articolo  di apertura  che tocca l’attualissimo tema dell’immigrazione: si tratta di un reportage...  continua »

 
 
 
 
 
 
ArchivioCONSULTA TUTTO »

 

OmnisMagazine n°44
» Consulta indice