TESTO DI

Mirella Golinelli

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MIBACT e Camcommercio MI

Centenari pittorici
Da Raffaello a Previati



Raffaello Sanzio nacque ad Urbino nel 1483 e lasciò un'immagine della sua vita d'artista garbata e distinta. Per Raffaello dipingere era come parlare poiché riuscì a tramutare quest'arte in un gergo figurativo semplice, che arriva all'osservatore con tale forza da pervaderlo emozionalmente. Di tanti pittori si riconoscono potenza ed originalità, ma lui si distingue anche da quelli che furono i suoi grandi maestri, o meglio i suoi ideali artistico – pittorici, elargiti dal Perugino, da Fra Bartolomeo della Porta e da Michelangelo. Egli possedeva un dono superiore che gli consentiva di ricercare la perfezione per improntarla sul dipinto, senza imitare il tratto di nessun altro, ma superandolo grazie alla sua concezione di percezione della perfezione che rendeva sublime ogni atmosfera espressiva ed abbattendo così anche i giganti a lui contemporanei.
Due importanti biografie furono pubblicate per il IV centenario della morte, nel 1920:”Raffaello” di Adolfo Venturi – Roma  e di F. Lavery “Raffaello” - Londra. Esse sono le fonti sicuramente più accreditate anche oggi, come quella di Edoardo Mottini, ne “I grandi maestri del colore – Raffaello” del 1939.

Raffaello fu considerato il più vigoroso autore dopo Masaccio (1401-1428). A soli 17 anni nel 1500, era già famoso.Quattro anni dopo, appresa l'arte dal maestro Perugino (1448-1523) si reca a Firenze con una lettera della corte di Urbino, per accettare la sfida lanciata da Michelangelo e Leonardo. La pittura di Raffaello si evolve d'ora in poi in maniera velocissima, passando dalla staticità di alcune figure, alla morbidezza e fluidità rappresentata nei disegni conservati alla Galleria Borghese di Roma. Sanzio fu molto richiesto anche come ritrattista ed architetto; tanto da essere designato “architetto di San Pietro” nel 1514 e, l'anno seguente, sovrintendente delle antichità romane. La Trasfigurazione, opera rimasta incompiuta, fu deposta sulla sua bara nel Pantheon.
Nel 1884 nasce Amedeo Modigliani che visse un anno in meno di Raffaello e morì cent’anni fa, nel 1920. Nonostante la breve vita fu in grado di mettere in forte imbarazzo la critica che lo apprezzava in maniera altalenante. Pittore dall'animo inquieto, il Modigliani, si trasferì a Parigi, con altri impavidi artisti desiderosi di superarsi, che seguirono – come lui – una strada difficile e forse dolorosa. Nelle sue tele le immagini femminili dal lungo collo, con occhi asimmetrici ed a volte vitrei, sono sempre languenti e malinconiche, imbevute di tristezza, e spiccano da uno sfondo di carattere cupo, nel quale -stilisticamente raffigurate con tratti decisi e squadrati- paiono doversi annullare per fondersi con le pareti tetre e spoglie degli ambienti. Nel testo di Giovanni Scheiwiller della fine degli anni Venti sono raccolte notizie a carattere biografico.

Festeggiato a Ferrara con una mostra al Castello Estense – concomitante con quella di De Nittis “L'evoluzione dello sguardo”, che si terrà sino al 13 aprile 2020 a Palazzo dei Diamanti - è Gaetano Previati, di cui Nino Barbantini, nel 1919, lascia uno splendido ritratto. L'artista (Ferrara 1852- Lavagna1920) nelle sue opere trascese la realtà con la stessa immaginazione fantastica, tipica degli appartenenti alla Scuola Ferrarese del '500; Cosmè Tura, Ercole de' Roberti e Dosso Dossi.

Previati frequentò la scuola di Belle Arti di Ferrara, prima di entrare alla Brera di Milano.

I suoi argomenti espressivi, influenzati dalle lezioni di Giuseppe Bertini e dalla scuola cremoniana, rimasero sempre attinenti alla realtà, sia quando ritraeva che quando dipingeva scene patriottiche.

Da pittore realista Previati divenne immaginario, a partire dal 1889. In Previati la ricerca divisionista – corrente sostenuta da Vittore Grubley – si alleò con la sublimazione dei sentimenti. La sua creatività, trasfusasi in ambito pittorico, si spostò anche nella descrizione didascalica dei suoi quadri; ne sono un esempio il “Viaggio nell'azzurro” e il “Funerale di una vergine”. Al Castello Estense dove sono esposte 60 opere provenienti dalle collezioni civiche ferraresi e prestate da pro privati ed alcuni ed importanti documenti inediti.

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In copertina:

Nel prato (Il mattino), 1889-90 Olio su tela, cm 62 x 56 Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti. Su concessione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo

 

La ferrovia del Pacifico, 1914-15 Olio su tela, cm 207,3 x 133 (particolare) Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi

 

 


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