TESTO DI

Mirella Golinelli

Cent'anni di Federico



Film, Oscar e amori del grande Fellini

Il 20 gennaio 1920 nasce a Rimini, Federico Fellini. Morirà a Roma nel 1993.

Nel '900 fu il regista cinematografico forse più apprezzato internazionalmente. In una vita ricca di soddisfazioni, ricevette, nell'anno della sua scomparsa, il Premio Oscar alla Carriera. In questo mese di gennaio del 2020, ricorre il centenario della nascita di questo personaggio irrequieto: mollò gli studi per condurre una vita vagabonda, che influì sulla sua creazione artistica; arrivò nel 1942 ad affermarsi come sceneggiatore, dopo aver ideato barzellette per comici e disegni caricaturali; il tutto per seguire alcune compagnie di varietà molto note in quegli anni. Nel 1945 collabora stabilmente con Roberto Rossellini, Pietro Germi ed Alberto Lattuada. Il binomio Lattuada – Fellini produce nel 1950, il film “Luci del varietà”, e 2 anni dopo, in un clima in cui dominavano altri tipi di tendenza, il singolare “Lo sceicco bianco”, che mette in luce la personalità dello stesso Fellini. Da questo momento cambia il rapporto tra i personaggi e l'autore diventa corresponsabile delle loro azioni. Nel 1953 con il film “I vitelloni” ottiene una planetaria unanimità di consensi che gli permisero di scegliere, da quel momento, i personaggi, giudicandoli moralmente. Con “La strada” - suo terzo film – esprime pienamente la sua individualità intrisa di visioni fantastiche dei vari momenti della vita. “Il bidone” del 1955 apre la strada a “Le notti di Cabiria”, che gli regalarono un altro successo internazionale, maggiore rispetto a quello ottenuto con “I vitelloni”.

“La dolce vita” del 1960 è forse la sua opera più importante, affresco della società di quel periodo, legato da una semplice formula: il personaggio – attore, anche se rimane distanziato dalla vicenda, diventa spettatore di queste avventure inquadrate nella vita quotidiana. Un ruolo autobiografico l'assume “8 e mezzo” del 1962/63. Questo film risulta essere una palese rivelazione intima ancora in bianco e nero. E' solo nel 1965 che realizza “Giulietta degli spiriti” a colori; mentre nel 1968 un episodio di “3 passi nel deliro”. L'anno seguente “Fellini – Satyricon”, “Roma” nel 1972 ed Amarcord nel 1973, per il quale ricevette l'Oscar. A seguire “Il Casanova di Fellini” nel 1976, “La nave va” del 1983, “Ginger e Fred” del 1986, “L'intervista” del 1987 e del 1990 “La voce della Luna”; inoltre lo speciale per la televisione italiana “I clowns” del 1970.

La figura di maggior rilievo che affiancò Fellini fu Nino Rota, compositore italiano che nacque a Milano il 3 dicembre 1911. Rota studiò con alcuni tra i più grandi compositori del '900, come Orefice, Bas, Pizzetti e Casella. Ebbe una lunga carriera didattica. La sua prima opera musicale fu “Notte d'un nevrastenico” che gli valse il Premio Italia nel 1959. La sua linea melodica scarna, insieme a quella dell’opera “La visita meravigliosa”, vennero proposte nel 1970 sia in teatro che, radiofonicamente. La sua musica priva dello “sperimentare” tipico dell'epoca comprendeva anche armonie considerate “umoristiche”. Sicuramente quello che nelle sue opere è considerata “semplicità”, si ritrova nelle colonne sonore di molti film; tanti dei quali in stretta collaborazione con Fellini. Di Nino Rota si ricordano perciò le note musiche per “La strada”, “La dolce vita”, “8 e mezzo” “Amarcord”, ma ne produsse anche per “Lo sceicco bianco” 1951, “I vitelloni” ed “Il bidone” del 1955, “Le notti di Cabiria”1956, “Le tentazioni del Dott. Antonio – Boccaccio 70”, “Roma” e “Amarcord”. Inoltre Rota, collaborò anche con i registi Castellani, Soldati, de Filippo, Zampa, Vidor, Monicelli, Visconti, Zeffirelli e con F.F. Coppola.

Federico Fellini, frequentando l'ambiente dell'avanspettacolo, conobbe Giulietta Masina attrice e, nel 1943 la sposò, per rimanere con lei tutta la vita, nonostante altre donne si fossero inserite nel loro ménage. Una di queste fu l'icona sexy svedese - poi attrice - Anita Ekberg che nel 1970 a 39 anni comparve nuda su Playboy. La giunonica bionda (che tanto ha fatto sognare gli spettatori, quando completamente bagnata invita Marcello Mastroianni ad entrare nella fontana di Trevi) rimase molto legata alla Masina, anche dopo la morte di Federico. Molto vicine a Fellini anche l’attrice Sandra Milo, Anna Giovannini e la scrittrice Germaine Greer. I primi due Oscar, ricevuti da Fellini, furono per i film “La strada” e “Le notti di Cabiria”, entrambi interpretati dalla Masina. Il terzo gli fu conferito per “8 e mezzo” ed il quarto per “Amarcord”, un omaggio alla Rimini del 1930.

 

 


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