TESTO E FOTO DI

Pamela Polvani

Bruges, nel cuore delle Fiandre



Fra i borghi storici della nostra meravigliose Europa un viaggio lo merita la città di Bruges. Una realtà che conta ventimila abitanti ed è cuore pulsante del turismo delle Fiandre.

Bruges o Brugge, a seconda se piace di più la denominazione in lingua francese o fiamminga, originariamente affacciava sul mare, ma eventi naturali crearono un insabbiamento già dall’XI secolo. L’accesso al mare era garantito da un canale così come molti canali rimasero a caratterizzare i quartieri della città.

Brugge ha visto il suo massimo splendore fra i secoli XIII e XVI, quando apparteneva alla lega anseatica ed era una vera capitale del commercio di tessuti e lane.

 

Solcata da numerosi canali, oggi percorsi dai battelli turistici, Brugge ambisce a voler essere riconosciuta (così come Amsterdam) come la Venezia del Nord.  Per quanto Brugge sia caratterizzata da una bellezza che coinvolge totalmente, bisogna essere sinceri e non certo per spirito di campanile: la nostra italianissima Venezia rimane sempre unica e inimitabile.

 

E’ piacevole perdersi in passeggiate nei giardini, nei parchi, nelle stradine del centro, attraversare i ponti, vedere le case dalle tipiche facciate a scaletta riflesse nelle acque,

fermarsi per una sosta nei giardini in compagnia dei cigni che secondo la leggenda sono i guardiani e i garanti della salvezza della città.

Due grandi piazze il Markt (mercato) e il Burg sono il punto di convergenza di tutte le strade e dei quartieri. Taxi, carrozzelle trainate dai cavalli, pedoni e sfreccianti biciclette animano fino al tramonto questi luoghi.

A sera, quando il traffico si placa e la piazza riempie i suoi bar, è più facile ammirare la struttura architettonica dei palazzi neogotici e incontrare le testimonianze dello splendore del Rinascimento europeo, chiacchierare con i belgi e scoprire che nella grande chiesa di Nostra Signora è conservata una scultura della Madonna con il Bambino realizzata da Michelangelo Buonarroti.


Le principali curiosità di Brugge sono le Case di Dio e il beghinaggio, che ricordano la forte tradizione religiosa.

Le case di Dio sono residenze ove trovavano rifugio i derelitti. Case di privati cittadini benestanti che offrivano ospitalità ai bisognosi nell’intento di guadagnarsi un posto in paradiso.

Il beghinaggio è invece un quartiere, una sorta di monastero laico ove le donne rimaste vedove e nella disponibilità di beni, si ritiravano a vita di preghiera senza prendere i voti, così da poter mantenere un controllo sul patrimonio e rimanendo nella protezione di un’organizzazione ecclesiastica. La tradizione del beghinaggio, era molto diffusa in tutti i Paesi Bassi, ed era attiva fino a tempi molto recenti, L’ultima rappresentante di questo “ordine laico” (una Beghina ultracentenaria) ha vissuto fino a un paio di anni fa.

 

Proseguendo la passeggiata fra i vicoli si incontrano numerosi birrifici tradizionali.  La birra di Brugge è una delle più antiche e veniva prodotta (in mancanza di luppolo) con un mix di 5 diversi tipi di spezie ed erbe, il Gruut.

Ma non si possono trascurare le numerosissime cioccolaterie dalle cui vetrine aperte si diffondono nell’aria i profumi più intensi e gli occhi si riempiono delle forme e colori delle praline (che pare siano nate proprio a Brugge).

Ultimo ma non ultimo per completare la panoramica di Brugge, non si può mancare di entrare nei negozi che espongono tele gobelin, pizzi e merletti realizzati al tombolo, che ci riportano alla antica storia commerciale di questa indimenticabile città gioiello.

 

 


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