TESTO E FOTO DI

Pamela Polvani

Viaggio dentro la montagna



"Cova de Can Marçà" - la grotta millenaria sul porto San Miquel di Ibiza

La geologia ne fa risalire la sua formazione a oltre 100.000 anni fa. Al suo interno i fossili raccontano dell’azione del tempo e dei fenomeni atmosferici che l’hanno trasformata.

Non è dato di sapere chi l’abbia abitata ed abbandonata successivamente nel lungo tempo della storia millenaria di Ibiza, mentre è provato che all’inizio del XX secolo venne scoperta dai contrabbandieri che ne fecero i propri magazzini e rifugio. Questi infatti potevano infatti trovare un agevole accesso dal mare (l’apertura più bassa si trova a pochi metri sopra il livello delle acque) e un sistema di camere e corridoi porta alle aperture, più alte di circa 30 metri. All’interno del labirinto i contrabbandieri avevano identificato vie di fuga attraverso l’intrico dei corridoi nei quali si potevano orientare grazie alle pitture murali che suggerivano il migliore percorso verso le uscite.

La grotta è fossilizzata a causa della riduzione drastica delle acque che nei tempi remoti vi scorrevano e che hanno favorito la formazione di stalattiti e stalagmiti.  E’ suggestivo camminare fra le colonne calcaree e le formazioni ad organo, che sulle pareti sembrano riprodurre forme antropomorfe.

Riportata a nuova vita tramite un’azione complessa di ristrutturazione eseguita negli anni ’80, la Cova de Can Marçà oggi offre al visitatore la possibilità di una suggestiva scoperta dell’interno della montagna, che, tra colonne di pietra e calcare, apre la vista su laghetti riportati in vita, anche se più piccoli rispetto all’origine.

La guida multilingue conduce il visitatore per circa un’ora lungo il dipanarsi delle gallerie, in un’atmosfera quasi surreale che raggiunge l’apice quando lungo uno dei principali canaloni viene azionata la cascata con un salto di oltre 35 metri che riporta lo scorrere delle acque laddove originariamente già esisteva. Insieme al festoso scorrere e schizzare dell’acqua, lo spettacolo si anima di un gioco di luci coloratissime che illuminano la parete seguendo il ritmo della musica di accompagnamento.

Al termine dello spettacolo ci si dirige verso l’apertura più alta, l’attuale uscita, attraversando un’ultima camera ove una serie laghetti splendono dei riflessi accesi dalla fluorite naturalmente presente nelle rocce e amplificate da una luce bluastra. Un’ulteriore magnificenza nata dall’incontro della natura con la tecnologia.

 

 

 

 

 

 


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