TESTO E FOTO DI

Matteo Franzoni

Nel ricordo di Pierangelo Bertoli i giovani talenti si incontrano a Sassuolo



Si è tenuta sabato sera, 12 ottobre, al Teatro Carani di Sassuolo (Mo) la prima edizione del premio Pierangelo Bertoli. Grandissima serata di musica e di talenti indetta dall’associazione culturale Montecristo e dal comune di Sassuolo, oltre ad essere completamente appoggiata dalla famiglia Bertoli. Il figlio Alberto infatti ha pensato a questo premio giusto un anno fa, in coincidenza con il decennale della morte del padre e durante questo anno è riuscito a portare a termine, grazie alla collaborazione artistica di Riccardo Benini questo spettacolo musicale dedicato ai cantautori emergenti. La serata si è sviluppata affiancando affermate realtà della musica leggera italiana a giovani promesse regalando agli spettatori tre ore di musica nelle quali si sono alternate canzoni proprie e gran parte del repertorio di Pierangelo Bertoli. Conduttore della serata è stato Andrea Barbi, noto show man modenese che ha gestito la serata con la sua apprezzata ironia divertendo il pubblico con qualche aneddoto curioso sul dialetto modenese.  I dieci cantautori emergenti, che come specifica Alberto Bertoli non hanno un limite d’età, l’importante è che abbiano e sappiano dire qualcosa con l’arte dello scrivere e cantare, così come il padre che si è sempre distinto per i testi impegnati, si sono sfidati e sono stati giudicati da una commissione artistica, composta tra gli altri da Giancarlo Governi, famoso giornalista e autore televisivo, dallo scrittore Leo Turrini, da Bruna Pattacini, compagna di vita di Bertoli, da Paola Gallo, giornalista e voce di Radio Italia Solo Musica Italiana. Dei dieci concorrenti partiti inizialmente solo cinque sono passati alla fase conclusiva che li ha visti eseguire un brano di Bertoli affiancati dalla storica band del cantautore sassolese, diretta tuttora da Marco Dieci. Per quanto riguarda invece gli artisti affermati presenti, sono stati premiati nell’ordine Eugenio Finardi, i Nomadi, il Cile e Mariella Nava.

Ma spieghiamo meglio la motivazione di questi quattro premi. Ad Eugenio Finardi è andato il premio “Pierangelo Bertoli”. La commissione gli ha assegnato questa onorificenza per i testi e l’impegno delle sue canzoni e per la carriera onorata dell’artista che ha regalato alla musica oltre venti album, con canzoni memorabili come “La forza dell’amore”, “Extraterrestre” e “Musica ribelle. Prima di consegnare il premio un momento toccante con la lettura e recitazione da parte dell’attore Andrea Ferrari di un testo dello stesso Finardi, che a fine concerto in un’intervista, ha ricordato con affetto l’amico Pierangelo, definendolo un “militante” non sono nelle parole ma anche nei gesti compiuti, con il quale nella lunga carriera ha condiviso tanti momenti, dalla stessa agenzia che li gestiva, a tante belle serate passate al ristorante. L’artista milanese si è detto onorato di ricevere il primo premio di questa kermesse e ha elargito parole di speranza per il futuro dei tanti emergenti ascoltati durante la serata. Veniamo al Premio successivo, “A muso duro” vinto dai Nomadi, la grande band emiliana che da cinquant’anni è sempre sulla cresta dell’onda della musica italiana con addirittura 66 album all’attivo, contraddistinguendosi per i testi di denuncia e per l’impegno sociale, dimostrato anche durante la serata stessa. Il gruppo infatti è rappresentato dal solo cantante solista, il padovano Cristiano Turato mentre il resto della band si trova in Africa per destinare i fondi raccolti per la costruzione di una scuola. Bella e apprezzata l’idea di Beppe Carletti, leader storico del gruppo, di fare una registrazione in streaming per salutare comunque i presenti in sala dimostrando l’apprezzamento per il riconoscimento ricevuto.

La serata prosegue con il premio “Per dirti t’amo” vinto dal giovane Lorenzo Cilembrini, in arte il Cile, che con il brano Cemento Armato ha raggiunto i due milioni di visualizzazioni nel web e ha conquistato un largo consenso del pubblico grazie a un bel talento e tanta passione per la musica. I suoi fan hanno amato da subito la sua canzone d’esordio per le tematiche trattate, per come sono espresse e per la voglia di stabilità e futuro che la generazione stessa alla quale appartiene manifesta con decisione e costanza. Punto di unione con la carriera di Bertoli è questa scrittura di testi sincera, genuina che possiamo definire un affresco dei giovani di questa società moderna che li vede spesso insicuri, fragili e precari.

Ultimo premio della serata, “Italia d’oro” a Mariella Nava, artista e cantautrice raffinata che si aggiudica il premio grazie alla canzone Fisionomia, inedito presente nel suo ultimo album, Sanremo sì, Sanremo no, che è una raccolta di tutti i brani presentati e interpretati al Festival dalla Nava come interprete o come autrice dal suo esordio ad oggi.

Fisionomia è un brano relativo all’anno che stiamo vivendo dove l’artista sottolinea la necessità di tornare alla politica fatta di valori e idee per uscire dallo stallo di questa crisi che sta mettendo in ginocchio la società. La cantautrice si sente molto legata alla filosofia di lavoro di Bertoli perché come asseriva anche l’autore sassolese, non si scrive su commissione o su ordine di qualcuno, ma si scrive con il cuore e con la testa per difendere i propri pensieri. Scrivere per entrambi è una vocazione che supera  i meri dati di vendita e di afflusso ai concerti, è una passione e una gratificazione.

A concerto terminato abbiamo avuto l’onore di fare due chiacchiere con Alberto Bertoli e abbiamo conosciuto un ragazzo semplice e orgoglioso di quanto fatto dal padre, ma soprattutto un giovane che ama la musica e vuole fare della musica la sua vita girando l’Italia e facendosi conoscere per le proprie capacità di cantautore e musicista.

Un ragazzo che ha preso a cuore la battaglia del padre contro i pregiudizi e che vive “a muso duro” portando avanti ideali e credo dello stesso Pierangelo perché la musica deve essere fatta con impegno, impegno emotivo e impegno di idee.

E questo vogliono essere la serata e il premio a Pierangelo Bertoli, un inno alla musica impegnata, ai testi che non annoiano bensì comunicano temi sociali ed emotivi che arrivano al cuore e fanno divertire il pubblico dicendo qualcosa di importante.

 

 


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