TESTO E FOTO DI

Emilio Bonavita

Ad Acri, sulle orme dei Crociati



Ma anche a Cipro e a Rodi, attraverso 1000 anni di storia

 

Ad Acri, in una bella giornata soleggiata dei primi di febbraio, ancora senza l’ansia del Coronavirus, ma con un vento freddo che qui in Israele non se lo ricordavano da anni, mi reco a visitare il castello edificato dai Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni dopo la conquista della città da parte dei crociati, avvenuta nel 1104 a scapito degli Arabi. Saladino la riconquistò nel 1187, ma la città tornò nelle mani dei crociati nel 1191 grazie a Riccardo I d’Inghilterra, meglio conosciuto come “Cuor di leone”. Acri rimase l’ultimo caposaldo dello Stato crociato in Palestina e capitolò definitivamente nel 1291 per mano dei Mamelucchi.

Il maniero si presenta come un edificio massiccio, molto sobrio, con ampie sale nate per ospitare i pellegrini che si recavano in Terra Santa; uno dei momenti  più suggestivi della visita è rappresentato dal percorso sotterraneo che i Cavalieri costruirono per raggiungere il porto: una via di fuga utilizzata per sfuggire agli assalitori musulmani,  un cunicolo molto stretto che in alcuni punti si abbassa e costringe ad avanzare chinati, sicuramente da non consigliare a chi soffre di claustrofobia.

Un’altra tappa sul percorso dei Crociati porta a Cipro, nella città di Limassol, dove è possibile visitare la bella Rocca, posta al centro della cittadina, non lontano dal vecchio porto. Edificata sulle rovine di un castello bizantino, è nota per aver ospitato, il 12 maggio 1191, il matrimonio tra Riccardo Cuor di Leone e Berengaria di Navarra, che vi fu incoronata regina d’Inghilterra e seguì poi il marito ad Acri. Dopo la perdita di Acri, si salvarono pochi Ospedalieri, che si rifugiarono a Cipro per riorganizzare l’Ordine. Il castello appare ben conservato, piacevole da visitare, con sale interessanti anche perché all’interno è stato allestito un ricco museo medievale.

Riorganizzatisi a Cipro, dove i Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni si erano rifugiati dopo il ritiro dalla Terrasanta, gli stessi partono alla conquista di Rodi, dove infatti conduce la terza tappa del nostro percorso, sicuramente la tappa più stimolante: la citta vecchia è a dir poco splendida e trasuda storia medievale da tutte le sue vie, le sue mura e i suoi palazzi. Nel 1306 l’ammiraglio genovese Vignolo de’ Vignoli vendette l’isola ai cavalieri di San Giovanni che, sotto la guida del loro Gran Maestro, ne riorganizzarono la flotta e i commerci anche grazie al dono di Papa Clemente V che conferì loro una parte dei beni del disciolto ordine dei Templari. Sembra rimasto tutto come allora, nella Strada dei Cavalieri, su cui si affacciano i loro palazzi e le locande, suddivise per nazionalità dei Cavalieri. La via, che parte dal centro della cittadina, porta al Palazzo del Gran Maestro, costruito tra il 1319 e il 1346, mirabilmente restaurato nel 1937 dall’architetto Vittorio Mesturino per volere del governatore Italiano dell’isola affinché divenisse una residenza estiva per Mussolini: infatti Rodi fu italiana dal 1912 al 1945 e ne è traccia, tra le altre,  un’imponente statua in bronzo della lupa capitolina in una sala del palazzo. Le sale sono arricchite da reperti archeologici originali come gli splendidi mosaici pavimentali provenienti dagli scavi archeologici dell'isola di Kos e da copie di importanti scultore come il gruppo del Laocoonte, oltre che da mobili e arazzi di eccelsa manifattura. Nel 1552 (il 18 dicembre), dopo secoli di battaglie, di tentativi di sbarco e di assedi respinti, i Cavalieri Ospitalieri furono costretti a lasciare Rodi, occupata dai turchi ottomani di Solimano I. In seguito l’imperatore Carlo V, nella sua qualità di re di Sicilia, concesse all’ Ordine dei Cavalieri di San Giovanni l’isola di Malta, ma qui inizia un’altra storia e, speriamo, un altro viaggio.

 

 


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