TESTO DI

Paolo Del Mela

FOTO DI

da Il Golosario

Elogio... del cavolo



La più diffusa verdura presente sui banchi dell’ortofrutta è il Cavolo.

Questa famiglia delle brassicacee, note anche come crucifere, si distingue in un’innumerevole varietà di specie che spaziano dal comune cavolfiore, nelle varietà verde, giallo, rossiccio e via di seguito, alla verza bianca e rossa, al cavolfiore romanesco caratteristico di molti giardini e aiuole perché molto ornamentale e a tante altre. Insomma un cavolo di varietà che con la globalizzazione alimentare ci ha fatto perdere di vista le peculiarità delle specie “nostrane”. Una cosa però è certa: il cavolo fa bene, cura un sacco di malattie, ma non ho mai visto un medico che mi abbia prescritto come cura un paio di etti di cavolo.  Forse le mie patologie non sono mai rientrate nella casistica che richieda un tale trattamento, ma il sospetto che tutti questi benefici siano stati esasperati artificialmente resta elevato. E’ un componente essenziale dei minestroni di verdura, anche perché con un cavolo ne viene una quantità da caserma e l’economia domestica ne guadagna risparmiando sulle altre verdure che oggidì al mercato costano una fortuna. A Napoli è di gran moda nel periodo natalizio l’insalata di rinforzo, il cui componente principale è il cavolfiore lessato con aggiunta di aceto unito ad olive, e ad altri sottaceti a piacere. Un modo economico per servire in tavola una portata in più e anche molto decorativa.

E poi il cavolo puzza di zolfo, roba del demonio che, da che mondo è mondo, abita negli anfratti sulfurei, forse per camuffare altri odori meno nobili.

Ho scritto cavolate? Ecco un’altra peculiarità del cavolo, quella di aver sostituito elegantemente il turpiloquio. Ma che cavolo vuoi? Non dire cavolate! Sono cavoli duri (acerbi)! Non si capisce un cavolo di niente e poi cavoli a merenda e via di seguito.

Il cavolo poi, a differenza dei contraccettivi, favorisce la natalità in quanto innumerevoli sono i racconti di bimbi trovati sotto foglie di cavolo, ben innaffiati s’ intende, a cominciare dalle fiabe per poi finire nel film “Miracolo a Milano”. Insomma, si può affermare senza ombra di dubbio che l’ortaggio è proprio un dono di Dio.

Ah! Dimenticavo il cavolo nero, ultimamente di gran moda, perché è robusto, gagliardo, resiste bene a tutte le intemperie e le cui quotazioni sono in crescita, con quelle foglie dritte che sprizzano giovinezza da tutti i pori.

Cavolate a parte, ritornando alla gastronomia, anche se non è stagione, appena possibile andate a godervi una bella ribollita fatta come Dio comanda; lì il cavolo regna sovrano.

 

 


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