TESTO DI

Carlo Maria Milazzo

Giotto, "escimi" Lazzaro



Rilettura iniziatica della resurrezione del fratello di Marta e Maria

-Lazzaro, vieni fuori-

Trattasi di intimazione ad uscire all'aperto a regolare i conti? O della scoperta di un amico durante un nascondino?  O dell'invito a vedere un sole addentato dall'orizzonte come una moneta falsa?

Nel vangelo di Giovanni la frase imperativa è rivolta da Gesù a Lazzaro perché si ridesti da uno stato di morte.

-Escimi Lazzaro- potrebbe invece essere la richiesta fatta a Giotto di Bondone da Enrico degli Scrovegni, figlio dell'usuraio Reginaldo che è condannato da Dante a sedere su sabbioni roventi. La Resurrezione di Lazzaro, dipinta da Giotto nel 1305, si trova nel secondo registro della parete sinistra della Cappella Scrovegni, Padova. È un episodio tra i molti delle vite di Maria e di Gesù, illustrati dall'autore su tre livelli sovrapposti, in modo da consentire una lettura come di un libro, in orizzontale/da sinistra a destra/dalle righe sopra a quelle sotto. Il paesaggio della storia di Lazzaro è uno scorcio palestinese, terreno desertico con una rupe giallastra, punteggiata da tre soli alberi smilzi. A sinistra Giotto colloca il gruppo degli Apostoli, aureolati. Avanti a loro spicca Gesù, aureola formato maxi/tunica blu e rosa antico/lievemente rialzato/mano destra benedicente nel cielo di lapislazzulo.

Sul lato destro, speculare alla figura di Gesù, c'è Lazzaro, insalsicciato in bende strettissime. La pietra sul sepolcro, un marmo ricco di venature, è stata rimossa da due garzoni che la stanno spostando nell'angolo destro dell'affresco. Pietro svolge le fasce bianchicce e il discepolo più vicino si copre naso e bocca con un lembo del tunicone, per non respirare tanfo di putrefazione. (Marta, sorella del morto, quando Gesù ha comandato di togliere la pietra, ha obiettato: “Signore, Lazzaro puzza perché siamo al quarto giorno”). Lazzaro è rigido/scioccato/labbra nere appena socchiuse/occhi revulsi. Ma anche Lazzaro, attenzione!, ha l'aureola degli apostoli.

In basso le sorelle di Lazzaro sono prostrate a ringraziare Gesù: Marta, vestita di bianco, è in primo piano, Maria, accanto a lei, è in rosso sfumato.

Il centro della pittura è occupato da un gruppo di uomini che agitano le mani in modo assai dinamico a confronto della fissità di tanta pittura trecentesca. Gli uomini sono sorpresi, bisbiglianti, meravigliati. Se lo stupore è al centro della scena, deve avere grande rilevanza. E in effetti, secondo il Vangelo di Giovanni, molti Giudei da quel momento credono in Gesù anche se alcuni vanno dai farisei a riferire l'accaduto.

 

Propongo ora breve interpretazione esoterica che, come tutto ciò che viene etichettato “esoterico”, può essere intrigante o risibile.

Appena i farisei imparano di Lazzaro riuniscono il sinedrio e constatano: “Quest'uomo compie molti segni”. Poi decidono la persecuzione e la morte di Gesù. Come mai, dunque, il risveglio di Lazzaro irrita tanto i sacerdoti? Come mai li spinge a un progetto assassino?

Si può rispondere gettando uno sguardo su ciò che si chiama “iniziazione” negli antichi misteri, prima di Cristo. Un uomo iniziato nei misteri è in grado di vivere esperienze nei mondi spirituali, sì da poterne diventare testimone. Chi è maturo per l'iniziazione è accolto nei misteri che sussistono in Grecia, in Caldea, in Persia, in Egitto, in India. L'iniziando, dopo lungo tirocinio in cui il suo corpo astrale è istruito sul mondo spirituale, viene posto dall'iniziatore in uno stato simile alla morte, per una durata di tre giorni e mezzo. In questo stato il corpo eterico dell'uomo viene estratto dal corpo fisico e connesso al corpo astrale istruito: solo così l'uomo riesce a sentire, percepire nitidamente, padroneggiare il mondo spirituale. Quando l'iniziatore richiama nel corpo fisico gli altri due corpi, allora l'iniziato, risvegliandosi, diventa testimone attendibile dei mondi spirituali. Tutto questo avviene nel segreto e i non iniziati nulla sanno degli antichi misteri.

Con la venuta del Cristo il corpo astrale conosce e sente il mondo spirituale direttamente dal Cristo. Nei Vangeli il Cristo è Dio, figlio di Dio, Spirito Santo, Verità, Vita, Stato di grazia che compie il bene, Verbo incarnato e Logos creatore. Chi contatta e comprende il Cristo prova il mondo spirituale e lo accoglie in sé. 

Però.......a questo punto, se non occorre più un rito per accedere allo Spirito, allora la vecchia iniziazione agli antichi misteri non ha più ragion d'essere. Il momento di transizione dalla iniziazione obsoleta alla nuova iniziazione, allo stato cristico, è sancito dalla resurrezione di Lazzaro.

Come i vecchi iniziandi Lazzaro è in uno stato di morte indotta da più di tre giorni ma, come dice Gesù nel Vangelo di Giovanni, “questa malattia non è a morte”. Lazzaro è l'ultimo ad avere l'iniziazione antica ma, essendo risvegliato dal Cristo stesso (“Io vado a svegliarlo”, dice Gesù), è anche il primo ad avere esplicitamente in sé la concezione del mondo dello Spirito.

 

Piccolo passo ulteriore: le sorelle Marta e Maria mandano a dire a Gesù: “Lazzaro, quello che tu ami, è malato”. E i Giudei, quando vedono Gesù davanti al sepolcro, constatano: “Vedi quanto ama Lazzaro”. Ma chi è che nel Vangelo di Giovanni è il discepolo che più il Signore ama, chi è l'Apostolo prediletto? Queste espressioni indicano sempre Giovanni. E pertanto l'ultimo iniziato alla maniera antica e il primo iniziato da Cristo è proprio, sotto il falso nome di Lazzaro, Giovanni

Secondo ulteriore passo: l'etimologia greca di Lazzaro viene dall'ebraico e poi dal greco, Eleazar, che alla lettera significa “colui che Dio ha assistito (o aiutato)”. Eleazar contiene anche il concetto di Elezione, quindi di scelta e preferenza.

Inoltre, la resurrezione di Lazzaro avviene a Betania, a 15 stadi dal centro di Gerusalemme (2700 metri), sul fianco orientale del monte degli Ulivi. Il nome Betania è composto dalle prime lettere greche Alfa e Beta, solo scambiate nella sequenza normale. È suggestivo pensare che a Betania l'alfabeto s'inverta, che la chiave di lettura della Vita cambi, che il secondo tipo di iniziazione passi davanti al primo.

Terzo e ultimo passo: i sacerdoti sono inferociti. Gesù dà troppi segni, sia riguardo alla vecchia iniziazione che riguardo alla nuova. Conoscenze e pratiche esclusive della casta sacerdotale vengono in un sol colpo deposte e archiviate. Una religione millenaria con tutti i potentati politici, anche presso i conquistatori Romani, viene annichilita in un amen. Poteva Caifa, il sommo sacerdote, accettare tutto questo? O doveva, Caifa, fare i conti con il Cristo Gesù?

Scrive Melania Mazzucco, “la resurrezione di Lazzaro è il prologo della morte di Gesù. La vita ridata al mortale da Dio chiama la morte data dagli uomini a Dio”.

 

 

 

 


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