TESTO DI

Pamela Polvani

FOTO DI

Ufficio Stampa Pinacoteca di B

La cena di Emmaus tra Caravaggio e Rembrandt



Confronti emozionanti alla Pinacoteca di Brera

Un'emozione particolare e solenne prende l'anima quando si accede alla pinacoteca di Brera, la galleria nazionale di arte antica e moderna collocata nell'omonimo palazzo che fu destinato a questo scopo durante la dominazione austriaca di Milano.

Il complesso - ex convento dell'Ordine degli umiliati - si sviluppa su due piani intorno ad una corte centrale ove sorge il monumento a Napoleone; occupa circa 24000 metri quadrati e le sale sono state recentemente restaurate.

L’edificio ospita una delle più celebri raccolte di pittura, con particolare attenzione a quella veneta e lombarda ed include importanti pezzi di altre scuole, con capolavori di Caravaggio, Raffaello, Canaletto, Piero della Francesca, Mantegna…

L'arte moderna è invece rappresentata fra gli altri da Hayez, Fattori, Cascella, Boldini, Sironi.

Da alcuni anni l'attività della pinacoteca si è arricchita di eventi che vedono protagoniste le opere di proprietà e che vengono di volta in volta inserite in percorsi culturali, musicali, confronti e scambi o prestiti con altre istituzioni museali con la finalità di rendere sempre più fruibili tali capolavori.

In quest'ottica si inseriscono, ad esempio, le aperture del giovedì sera, la rassegna Musica a Brera (per cui in alcune sale si svolgono concerti) e infine i dialoghi.

In una serata di giovedì si può fruire di un accesso a prezzo popolare, farsi accompagnare dalle esecuzioni concertistiche dei maestri Musicisti, ed essere investiti dalla bellezza di capolavori senza tempo che fanno sorgere una vibrazione intima.

I "dialoghi" consistono nell'esposizione di due opere che sviluppano lo stesso tema.

Non è mai una competizione su quale possa essere la "più bella" fra i capolavori.

È invece un rapporto dialogico nel quale ciascuna delle opere si esprime per rivelare l'interpretazione, la simbologia, il drammatismo, il carattere di ciascun autore.

Nel caso del "dialogo intorno alla cena in Emmaus" sono stati posti l'una accanto all'altra il dipinto di Caravaggio del 1606 di proprietà della Pinacoteca da un lato, e dall'altro la "Cena dei Pellegrini in Emmaus" di Rembrandt del 1629, prestito proveniente dal Musée Jacquemart-André di Parigi

La prima è un’opera di grande formato nella quale l'inconfondibile mano di Caravaggio affida alla luce il compito di illuminare il gruppo ove Cristo è protagonista insieme agli altri personaggi, e che rivela solennità, forza, senso di pace e sicurezza.

Lì accanto è posta la piccola tela di Rembrandt (39 x 42 cm- opera giovanile del pittore olandese che ne ha ripetuto diverse volte il tema) nella quale invece il protagonismo della luce conferisce drammaticità, senso di dolore.

Lo sguardo non riesce a cadere subito sulla scena di insieme, ma viene catturato dalle pennellate ruvide che definiscono la figura di Cristo.

Due interpretazioni, due percorsi diversi e distanti fra loro ma ugualmente splendidi.

Sta all'osservatore stabilire quale modo espressivo è più vicino al proprio essere

 

 


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