TESTO E FOTO DI

Emilio Bonavita

Probi Pionieri dell’Emilia-Romagna. Una storia di cinquant’anni. 1968-2018



Le imprese cooperative costituiscono una componente essenziale del tessuto economico, sociale e culturale regionale e del Paese, soprattutto a partire dalla seconda metà del secolo scorso. Lo testimonia anche una recente pubblicazione – Probi Pionieri dell’Emilia-Romagna. Una storia di cinquant’anni. 1968-2018 –, edita in occasione del 50° di fondazione di Confcooperative, in cui si racconta la storia delle imprese cooperative emiliano-romagnole “di ispirazione cristiana” e, appunto, della loro organizzazione regionale. “Questo libro – scrive il suo autore, il giornalista e scrittore Elio Pezzi – è un viaggio |..| nella storia e memoria dei cooperatori di Confcooperative Emilia Romagna, i quali, fin dall’inizio del secondo dopoguerra del '900, generarono o rigenerarono imprese cooperative”. Si tratta di un libro-viaggio in tutte le province della regione, nelle cui 344 pagine, arricchite da 268 immagini, 54 note a piè pagina ed un’ampia bibliografia, si incontrano quarantasei protagonisti della “cooperazione bianca” regionale (trentanove fondatori o promotori di piccole e grandi imprese cooperative del territorio e sette amministratori e dirigenti della loro associazione regionale degli ultimi cinquant’anni), nonché quattro testimoni d’eccezione esterni al movimento cooperativo, quali: Giorgio Stupazzoni, fondatore della prima cattedra universitaria italiana di economia agraria e cooperazione (è scomparso nel febbraio 2018), il vescovo di Imola mons. Tommaso Ghirelli, già responsabile della pastorale del lavoro dell’arcidiocesi di Bologna e della Cei regionale, il giornalista e scrittore Giancarlo Mazzuca, e il sindacalista Aldo Fabiani, già segretario Cisl di Ravenna e componente dell’esecutivo regionale del sindacato protagonista della nascita di tutte le Confcooperative territoriali.

Il volume, pubblicato dai giovani cooperatori dell’editrice Homeless Book di Faenza per i tipi della Litografia cooperativa Cils di Cesena, è articolato in quindici capitoli: quattro sono dedicati all’organizzazione regionale, nove a quelle territoriali, uno ai giovani e l’ultimo al futuro della cooperazione. Come richiama nella presentazione Francesco Milza, attuale presidente di Confcooperative Emilia Romagna, il libro “è innanzitutto una storia di uomini e donne |..| che insieme, pur nella distinzioni dei ruoli tipica dell’epoca, hanno risposto a tanti bisogni e hanno contribuito a rendere realtà quello che inizialmente poteva sembrare soltanto un sogno. Uomini e donne la cui memoria oggi è indispensabile per guardare al futuro della cooperazione, avendo ben chiare le radici da cui nasce il nostro albero in continua crescita”. Se ogni associazione cooperativa provinciale ha una storia diversa e originale, i loro “probi pionieri” hanno radici e desideri comuni, tra cui quello “di fare memoria e di comunicare qualcosa di vero e vissuto, perché non sia dimenticato, ma soprattutto sia condiviso con i cooperatori di oggi e i giovani”. Anche perché – come l’autore fa emergere un po’ in tutte le pagine – ogni cooperatore intervistato, così come ogni persona attenta alla realtà, sente il bisogno che una concezione ideale della vita si realizzi in un’esperienza concreta, qual è appunto la nascita e lo sviluppo di un’impresa cooperativa.

La storia della cooperazione e le testimonianze raccolte, chiare nel linguaggio e nel racconto, non generano dubbi interpretativi: tutti “probi pionieri” hanno creduto in ciò che facevano e in taluni casi continuano a fare, mossi dal desiderio di incontrare persone, condividere idee e progetti, e restare fedeli alla propria tradizione. “L'elemento di base – ricorda l’ottantenne Alfonso Colli, promotore del rilancio della cooperazione reggiana e cofondatore di Confcooperative Emilia Romagna – era ed è il mettersi insieme, perché insieme si può fare tutto: si possono affrontare problemi di carattere organizzativo ed economico, ma anche i problemi della vita”. E questo perché, conferma un altro grande ottantenne, il modenese Giuliano Vecchi, per “cominciare a creare disegni importanti, coerenti con la difesa reale degli interessi delle categorie più deboli”.

Oltreché in libreria, il libro si può ordinare a: euroservizibologna@gmail.com o tramite Fastbook.

 

 


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