TESTO DI

Andrea Guolo

LUCIA GAZZOTTI, PRESIDENTE CENTERGROSS
“Comunichiamo per crescere, sostenendo il territorio”



Lucia Gazzotti ha dato una scossa al Centergross. Sotto la sua presidenza, l’hub bolognese del pronto moda dai numeri monstre (600 aziende, cinque miliardi di giro d’affari e circa seimila addetti diretti, che diventano centomila considerando l’indotto) ha acquisito peso politico, prestigio e spazio nei media nazionali attraverso un’intensa attività di comunicazione, gestita internamente e con il supporto di due uffici stampa specializzati, a Bologna e a Milano. “La comunicazione è un obbligo per il nostro centro, previsto da statuto fin dalla nostra fondazione, di cui quest’anno ricorre il quarantesimo anniversario”, spiega l’imprenditrice, titolare dell’azienda d’abbigliamento Effe Gi Bi, confermata lo scorso anno per la terza volta a capo della società che gestisce l’imponente spazio commerciale di Funo di Argelato (Bologna). La sua giornata è particolarmente intensa, dovendo dividere il proprio tempo tra impresa, famiglia e incarichi legati non solo alla presidenza di Centergross, ma anche a quella di Ucid Emilia Romagna, l’unione cristiana degli imprenditori dirigenti. Fede e tenacia convivono e sono alla base di una ferrea volontà nel promuovere una realtà commerciale che, nonostante la crisi del mercato italiano e le problematiche legate ad alcuni mercati esteri come ad esempio la Russia (diventata negli ultimi anni una destinazione chiave per le creazioni delle aziende basate a Funo) funziona grazie alla sua capacità di adattamento ai tempi del mercato. Il 70% delle ditte che occupano Centergross operano nella moda e hanno intercettato l’onda del cosiddetto reshoring, il ritorno alla produzione effettuata in Italia, agevolate dalla richiesta di collezioni fresche, in pronta consegna, che non invecchiano sugli scaffali e limitano il rischio di generare invenduto per poi andare in svendita durante i saldi. Accelerando i tempi, il dettagliante difende i propri margini e, pur acquistando un po’ per volta, tutto il sistema ne guadagna. “All’inizio – ricorda Gazzotti – Centergross era solo un punto di distribuzione commerciale. Il passaggio dai tempi tradizionali a quelli del pronto moda ha determinato una svolta, con aziende in grado di gestire cicli velocissimi con produzioni e consegne nell’arco di una decina di giorni, alcune addirittura di una settimana. Non abbiamo paura dei cinesi, perché in soli dieci giorni non puoi ordinare in Cina per poi ottenere le consegne in Italia. La produzione è made in Italy, quasi totalmente realizzata nell’arco di cento chilometri da Funo. Il benessere economico è una conseguenza, perché Argelato ha raddoppiato la sua popolazione dalla nascita di Centergross e perché qui c’è il livello di reddito più alto di tutta la provincia di Bologna”.

Il centro accoglie circa 10 mila buyer al giorno di provenienza internazionale, con una quota di circa il 60% di stranieri. La superficie complessiva è di un milione di metri quadrati, esattamente come l’Expo 2015 a cui Centergross ha voluto testardamente partecipare per comunicare la propria unicità, creando eventi nei padiglioni dell’esposizione e organizzando shuttle per portare i potenziali buyer da Milano in Emilia. L’attività è continuata con un’intensa partecipazione a fiere ed eventi esteri, da Mosca a Dubai fino in Iran. Le strategie globali non escludono però un impegno locale altrettanto intenso, dalla celebrazione della Dalì Experience (in occasione della mostra sul genio di Salvador Dalì a Bologna) al sostegno all’economia dei luoghi del terremoto in Umbria durante il G7 Ambiente fino ai pranzi del martedì per scoprire la vera ricetta degli spaghetti alla bolognese di scena a Villa Orsi. “La comunicazione – afferma Gazzotti – è anche un mezzo utile per la copertura degli spazi vuoti, che oggi sono meno del 10 percento”. Con un occhio di riguardo per il food, vanto di Bologna la Grassa e settore economico a cui Centergross punta per integrare la propria offerta sempre più mirata al made in Italy. Centergross è una società totalmente privata ed è un privato che funziona, ma al tempo stesso è consapevole che il rapporto con il pubblico va mantenuto e coltivato, perché la condivisione di obiettivi comuni crea il terreno fertile per una crescita economica che favorisce e sostiene il progresso sociale.

 

 


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